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Ready Made, spazzatura e tecniche antistress

Quest’opera, che ho intitolato “Arancia Meccanica” (A Clockwork Orange) era situata nel mio giardino. Sono stato molto combattuto tra l’idea di posizionarla fuori rendendola fruibile a tutti e gettarla. Alla fine ho scelto di buttarla facendomi condizionare dall’idea di non dover creare spazzatura.

Valorizzare le macerie?

L’idea di prendere la tecnica del Ready-Made ideata da Duchamp agli inizi del secolo scorso e destinarla a quelli che normalmente vengono definiti ecomostri, obbrobri edilizi, macerie, spazzatura mi è venuta una mattina di agosto, mentre facevo una corsetta in riva al mare per smaltire le considerevoli abbuffate estive. 
Ad un certo punto, quasi alla fine della barriera frangiflutti del porto turistico vengo letteralmente fulminato da quest’opera


Quello che ho visto in questo abbraccio di ferri ritorti è una forte passione emozionale. Prendersi, lasciarsi, riunirsi in un gioco amoroso istintivo e senza inibizioni.

Ma sei normale?
Me lo sono chiesto, ma prima di rispondermi ho pensato: se questa scultura  ha dato un emozione a me (e chissà quante altre volte è successo e non mi sono concesso una totale libertà di espressione perché condizionato dai miei giudizi) quante altre persone condividono con me questo disturbo?
Quanti potrebbero soffermarsi, esattamente come nel Musée du Louvre davanti a Monna Lisa  anche davanti ad un grumo di tondini ritorti, a una lampada sfondata o a una bambola sporca e lacerata gettata in una discarica e provare un emozione?

Così ho pensato di pubblicare questi miei pensieri (e fotografie) alla ricerca di altri appassionati seguaci dei materiali non convenzionali ma già esistenti per condividere le opere che ci attraggono così impetuosamente.

E un invito a chi ancora nutre pregiudizi verso queste opere a compiere un ribaltone mentale, una forzatura all’esplorazione concettuale mirata all’investigazione delle proprie emozioni servendosi di ciò che incontra lungo la strada perché l’arte è ovunque.

Ready-Made Unconventional Material
Forse è sfrontato ed arrogante per noi piccoli artistucoli di periferia (io poi abito proprio in periferia) accostarsi al Ready Made, anche perché non staremmo comunque collocando dei comuni oggetti di uso quotidiano in uno spazio artistico, com’era nello stile del suo ideatore, ma lasceremmo del materiale, che apparentemente per il nostro comune punto di vista, non solo non ha niente a che vedere con lo spazio in cui si trova, ma ne deturpa la bellezza e la quiete e lo valorizzeremmo, a seconda dei nostri gusti estetici ed emotivi, donandogli un contenuto proprio nel luogo dove si trova siano da anni o minuti.

Spazzatura antistress

Paradossalmente passeggiare tra i rifiuti potrebbe diventare una tecnica da praticare nelle sedute arteterapeutiche. Fa bene alla salute sostenendo l’accettazione del brutto come fattore estetico fuori e dentro di sé, favorisce la riduzione di ansia e permette di scaricare le emozioni negative come aveva intuito anche Aristotele a proposito della catarsi.

Potrebbe anche essere una nuova rivoluzione e saremmo solo all’inizio.
Fatemi sapere cosa ne pensate

Aleef

Posted in Counseling

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