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La funzione del Counselor. Perché chiedere aiuto?

Perché ci aiutiamo?

Siamo esseri sociali e l’altruismo fa parte della nostra natura per diversi motivi, psicologici e sociali. Secondo alcuni studi ci aiutiamo per l’istinto di sopravvivenza che mira alla conservazione della specie. Sarebbe soprattutto questo il motivo per cui siamo più propensi ad aiutare prima i nostri consanguinei. Dal punto di vista neurologico l’altruismo attiva i centri del piacere del cervello e ci dona un senso di appagamento per cui lo facciamo senza chiedere nessuna ricompensa. L’essere empatici poi aumenta la possibilità di impegnarsi in attività di aiuto del prossimo come ad esempio il counseling.

Perché chiedere aiuto?

Chiedere aiuto è una delle cose più difficili da fare. Siamo più propensi a dare, per le ragioni spiegate in precedenza, che a chiedere quando siamo in difficoltà. In origine c’è sempre una Paura (paura del cambiamento o dell’ignoto o ancora di diventare dipendenti), che nasce dall’atteggiamento culturale, assolutamente positivo, della ricerca della propria autosufficienza e auto realizzazione. Questo comportamento però, spinto all’estremo, ci porta a credere di poter o dover fare tutto da soli anche quando ci rendiamo conto di non riuscire.
Per quanto possa essere doloroso chiedere aiuto è ancora più doloroso accorgersi troppo tardi di avere sprecato l’occasione di una crescita personale che possa portare un miglioramento della propria vita.

A chi chiedere aiuto?

Nei casi più gravi, come ad esempio negli stati depressivi e ansiosi è meglio rivolgersi ad un medico o direttamente ad uno psicoterapeuta mentre se la richiesta di aiuto nasce dall’esigenza di migliorare la propria qualità di vita o di superare momenti di crisi come un lutto, un divorzio, una malattia, la perdita o la ricerca di un lavoro allora è possibile rivolgersi ad un Counselor.

Chi è il counselor

Il http://www.aleef.it/counselor/counselor è un professionista nella relazione di aiuto. È un esperto di comunicazione in grado di facilitare percorsi di consapevolezza. 
Quando parliamo di relazione di aiuto facciamo riferimento a un tipo particolare di relazione umana (come la definisce Carl Rogers) priva di giudizio, basata sui bisogni del cliente. L’obiettivo del counselor è quello di offrire sostegno, attraverso un processo relazionale esperienziale, aiutando chi è in difficoltà ad affrontare in modo razionale ed emotivo i momenti di crisi; Attraverso l’esperienza il cliente apprende e trova diversi modi per affrontare i problemi, superarli e migliorare quindi la propria qualità della vita.

È molto importante sottolineare il fatto che stiamo parlando di un “momento” della vita del cliente, di una “fase” della sua esistenza in cui emerge una crisi. Il counselor lavora sul presente, non interviene sulla personalità del cliente né sulle patologie che sono di competenza di altre figure professionali. Per il counselor il cliente è una persona sana.

Chi ti vuole aiutare non ti indica la strada, ti accompagna durante il tuo percorso.

ALEEF

Posted in Counseling

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